Accordo UE-Mercosur: cosa cambia per l’Italia e l’agroalimentare

pasta


Dopo oltre 25 anni di negoziati, l’Unione Europea ha raggiunto un accordo di libero scambio con i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), creando un’area che coinvolge più di 700 milioni di consumatori e una quota rilevante del commercio globale.

 

L’intesa prevede una riduzione progressiva dei dazi su oltre il 90% delle merci scambiate: il 91% delle esportazioni UE verso il Mercosur e il 92% delle importazioni in ingresso nell’Unione beneficeranno dell’eliminazione delle tariffe, con tempi di attuazione compresi tra 5 e 16 anni a seconda dei settori.

Per l’agroalimentare, però, non si tratta di un’apertura senza limiti. I prodotti più sensibili come carne bovina, pollame, riso, miele e formaggi saranno regolati da quote tariffarie che consentono importazioni limitate a dazio zero o ridotto, pensate per evitare squilibri di mercato e tutelare i produttori europei.

Un punto centrale per l’Italia è la protezione di oltre 340 Indicazioni Geografiche: nomi come Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e Chianti saranno riconosciuti e tutelati legalmente nei paesi del Mercosur, contrastando le imitazioni e difendendo il valore del Made in Italy.

L’accordo include anche meccanismi di salvaguardia che permettono all’UE di intervenire in caso di aumento eccessivo delle importazioni o di cali dei prezzi che mettano sotto pressione l’agricoltura europea.

Sul fronte delle opportunità, le stime indicano un possibile aumento fino al 50% dell’export agroalimentare europeo verso il Mercosur, con benefici importanti per settori chiave come vino, olio d’oliva, cioccolato e bevande.

Va però chiarito un aspetto fondamentale: nonostante la firma all’inizio del 2026, l’accordo non è ancora pienamente operativo. Il Parlamento Europeo ha richiesto un parere alla Corte di Giustizia dell’UE e l’entrata in vigore dipenderà dal completamento del processo di ratifica, con la possibile applicazione provvisoria di alcune disposizioni.

Per le aziende agroalimentari questo scenario apre opportunità concrete, ma introduce anche nuove complessità operative:

  • gestione dei contingenti e delle quote
  • monitoraggio dei prezzi e delle marginalità
  • tracciabilità puntuale per tutelare le Indicazioni Geografiche
  • gestione documentale per export e compliance sanitaria
  • controllo tempestivo degli impatti di mercato

In un contesto di mercati più aperti ma anche più regolati, la capacità di leggere i dati in tempo reale e di governare processi, lotti e flussi commerciali diventa un fattore competitivo determinante.

L’accordo UE-Mercosur rappresenta quindi un’opportunità strategica, ma sarà la capacità organizzativa e digitale delle imprese a determinarne i benefici concreti nel medio-lungo periodo.

Photo credit: via Canva

 

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